Ruolo dell'Infermiera nel Centro di Osteoncologia (CDO) dell?l'ISTITUTO TUMORI DELLA ROMAGNA. Meldola (FC)
Mi chiamo Ricci Rossana, sono Infermiera del CDO, Socio fondatore della Società Italiana di Osteoncologia (ISO) e membro del gruppo di lavoro Servizi dell?ISO.
Il Centro di Osteoncologia (CDO), nato il 22 gennaio 2005, ha 3 obiettivi:
1. L?assistenza: mono e multidisciplinare con la creazione di percorsi facilitati e indirizzi unitari in tutto l?iter diagnostico-terapeutico-assistenziale che possono risultare efficaci nel controllo della malattia, alleviando la sofferenza dei pazienti, garantendo all?interno dell'IRST un?assistenza qualificata;
2. La ricerca: di base, traslazionale e clinica;
3. La formazione.
Il Centro di Osteoncologia offre visite mono e multidisciplinari che sono rivolte al mantenimento della salute dell'osso e alla prevenzione delle complicanze.
L?assistenza monodisciplinare viene svolta dall?osteoncologo (ambulatori rivolti ai tumori primitivi e secondari dell?osso e alla gestione del Cancer Treatment Induced Bone Loss) e dall?ortopedico (problemi oncologici ortopedici). L?assistenza multidisciplinare, oltre all?osteoncologo, comprende altre 6 figure mediche che visitano il paziente collegialmente offrendo un percorso diagnostico-terapeutico facilitato. La ricerca di base e traslazionale viene svolta dall?osteoncologo, da due biologhe, da una data manager e dall?infermiera.
L?Infermiera ha quindi un ruolo essenziale nella realizzazione degli obiettivi del Centro e collabora con tutti i professionisti dai ricercatori di base fino ai clinici e da non dimenticare il ruolo essenziale, essendo il primo interlocutore, la creazione di un ponte tra il paziente e i professionisti accogliendo il primo in tutto il percorso sia mono che multidisciplinare e in tutte le fasi di diagnosi, terapia e assistenza.
Mi sto organizzando per poter pubblicare a livello nazionale, nella rivista on line " L'INFERMIERE", che è l'organo di informazione e aggiornamento professionale degli infermieri.
Per qualsiasi chiarimento o informazione potete contattare:
Ricci Rossana referente del CDO al 0543 739100 oppure inviare un a-mail a: rossana.ricci.@ausl.fo.it
COMUNICATO STAMPA FEDERAZIONE NAZIONALE IPASVI
In allegato il Comunicato Stampa del 19 gennaio 2011 della nostra Federazione Nazionale IPASVI dopo le cronache scandalistiche apparse sui giornali
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Pronunciamento della Federazione Nazionale Collegi IPASVI su "La persona nel fin vita"
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Obbligo per tutti gli iscritti di attivazione posta elettronica certificata
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IL DIRITTO AL RIPOSO NON SI CANCELLA!
"Cancellare immediatamente la norma inserita in Finanziaria che ci costringe a turni di lavoro massacranti, anche di 24 ore. Turni che rischiano di aumentare gli errori e incidenti dovuti a stress e stanchezza".
L'aver rimosso il vincolo delle 11 ore di riposo comporta un reale aumento del rischio di incidenti, che è conseguenza delle condizioni di stress e stanchezza degli operatori. Non vogliamo far correre rischi ai pazienti"
Con la Legge Finanziaria 2008, lontano dai clamori mediatici ed eludendo ogni confronto con le Organizzazioni nelle sedi istituzionali, il Governo ha stabilito in uno degli innumerevoli commi dell'articolo 3 (il n. 85) che alcune delle tutele relative all'organizzazione del lavoro contenute nelle direttive europee 93/104/C.E. e 2000/34/C.E., recepite in Italia con il D.Lgs 66/2003, non sono applicabili al personale del ruolo sanitario del Ssn. In particolare, viene dichiarata non esigibile la norma, valida nel resto del mondo sanitario europeo, che garantisce durante la giornata un periodo di riposo continuativo minimo di 11 ore (articolo 7 del D.Lgs 66/2003). Le direttive europee prevedono, infatti, che 'i lavoratori dispongano di periodi di riposo regolari.
La cui durata è espressa in unità di tempo, e sufficientemente lunghi e continui per evitare che essi, a causa della stanchezza, della fatica o di altri fattori che perturbano l'organizzazione del lavoro, causino lesioni a sé stessi, ad altri lavoratori o a terzi o danneggino la loro salute, a breve o a lungo termine'" ."La legge Finanziaria, abrogando tale diritto in assenza di adeguati limiti contrattuali al lavoro massimo giornaliero, rende di fatto programmabili negli ospedali italiani turni di lavoro della durata persino di 24 ore continuative".
"I nostri legislatori , ignorano del tutto la correlazione evidenziata da numerosi studi scientifici tra prolungamento eccessivo del tempo di lavoro e rischio di errore in medicina.
E' ridicolo scandalizzarsi per i casi di cosiddetta malasanità, legati in prevalenza al mancato rispetto di standard organizzativi e di sicurezza da parte delle aziende sanitarie, se poi con provvedimenti legislativi si accresce il rischio clinico e l'insicurezza negli ospedali.
E' inutile prevedere unità di risk management nei luoghi di lavoro se poi l'infermiere è costretto a entrare in sala operatoria magari dopo 20 ore di servizio continuativo. Quanti dei nostri parlamentari, si farebbero operare in queste condizioni? Ci chiediamo che valore abbia la firma apposta dal Governo italiano sul Trattato di Lisbona, sulla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea e sulla recente dichiarazione congiunta 'La salute in tutte le politiche' che richiamano in più punti il diritto alla protezione della salute umana attraverso la fissazione di norme elevate di qualità e sicurezza e il diritto di ogni lavoratore ad avere una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali".
I modi dell'applicazione del decreto legislativo n. 66/2003 andranno definiti all'interno del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, si esprime quindi la più ferma protesta contro una norma che lede il diritto dei lavoratori della sanità alla tutela della propria integrità psico-fisica e quello dei cittadini a ricevere prestazioni sanitarie con il più elevato standard di sicurezza". Per questo chiede che "la norma venga cancellata dal Governo con un apposito provvedimento d'urgenza.
La norma messa quindi nella legge finanziaria è ingiusta, discriminante, sbagliata e illegittima.
Sopprime un diritto elementare in materia di orario di lavoro, costringendo i lavoratori della sanità a orari che da anni sono ormai intollerabili.
In materia di diritto pone su un piano diverso i lavoratori della sanità, pubblica e privata, rispetto agli altri lavoratori europei, e anche rispetto agli altri lavoratori del nostro Paese.
Anzichè risolvere il problema che è di natura organizzativa, riguardando la dotazione organica, e la gestione dei servizi scarica ogni onere direttamente sui lavoratori, e sugli infermieri in particolare, abrogando un diritto elementare in materia di riposo giornaliero.
In materia di diritti si fa rinvio alle disposizioni contrattuali e ai principi della protezione e della sicurezza e della salute dei lavoratori, ben sapendo che il fatto stesso di trovarci di fronte ad un diritto non applicabile, quale il diritto al riposo giornaliero, si palesa chiaramente, attraverso il ritorno al vecchio regime, perpetuando sine die sia la violazione delle norme contrattuali in materia di straordinario sia, di conseguenza, gli effetti negativi di ricaduta, come già avvenuto in passata, proprio sulla sicurezza e salute dei lavoratori.
E' illegittima: innanzitutto perchè senza nemmeno una valutazione di merito disattende delle direttive comunitarie e inoltre perchè viene emanata una norma di deroga senza le necessarie consultazioni con le rappresentanze dei lavoratori, presupposto necessario e obbligatorio per l'adozione di un qualsivoglia provvedimento di deroga all'art. 7.
E' necessario che in tempi brevissimi si ponga rimedio abrogando il comma 85 dell'art. 3 della legge n. 244 del 24/12/2007, una scelta necessaria per porre rimedio ad una decisione sbagliata, iniqua e che se fosse confermata non fermerà in ogni caso gli operatori della sanità non più disponibili a subire quella che appare un'ennesima provocazione.
Il Presidente
Franco Gatta
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